Investire nell’antiquariato: come scegliere

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Nonostante la crisi, resta alto il numero delle mostre-mercato di antiquariato nel nostro paese: se ne tengono più di cento ogni anno. Ma gli oggetti di antiquariato possono ancora essere considerati un bene rifugio? Sì, per molti versi, sopratutto se la scelta degli oggetti d’arte è compiuta in maniera oculata. La rivalutazione, garantisce una stima dell’Associazione Antiquari Milanesi, può arrivare al 5% annuo. Non male per un settore come quello dell’arte che nel 2009, in piena crisi economica, ha visto pressoché dimezzato il proprio volume d’affari.

Il settore al momento è a due velocità sul fronte dei prezzi: è in diminuzione il valore delle opere ‘medie’, mentre sta salendo quello delle opere ‘importanti’. A comprare sono i collezionisti, piccoli e occasionali, che insieme coprono il 37% del mercato italiano. Seguiti da mercanti e galleristi, che costituiscono circa il 24% degli acquirenti.

Al momento ci sono tipologie di antiquariato che non risentono quasi per niente del momento critico e della situazione congiunturale complessiva. Per esempio, mantengono un forte mercato e restano una forma di investimento importante:

* la cosiddetta ‘alta epoca’, ovvero tutto ciò che è veramente antico (dal 400 al 700), specie i mobili del XVI secolo italiano;

* i pittori minori dell’800 e del 900;

* il modernariato, a condizione che sia firmato da grandi designer.


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